Mistretta, al terzo tentativo Sanzarello eletto presidente del Distretto D29

di Giuseppe Salerno
08/08/2023

Alla terza elezione, nonostante qualche perplessità da parte di qualche sindaco, Tatà Sanzarello, primo cittadino della Città di Mistretta, viene eletto all’unanimità presidente del Distretto Sanitario D29. Suo vice il sindaco di Motta D’Affermo, Sebastianio Adamo.  

Le perplessità sulla scelta di Tatà Sanzarello erano legate alle difficoltà di spesa di somme, già destinate ai servizi, ma ferme da qualche anno per la mancata approvazione degli strumenti finanziari da parte del comune capofila, ossia Mistretta, ma anche sulla scelta annunciata dal comune amastratino di lasciare il consorzio Valle d’Halaesa, non riconoscendosi, per la decisione assunta, nel territorio – come espressamente sottolineato dal sindaco di Tusa, Angelo Tudisca

L’elezione, tenutasi al municipio di Mistretta, nel pomeriggio di ieri, alla quale hanno partecipato i sindaci dei Comuni facenti parte del Distretto Socio Sanitario, che comprende Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo, Reitano, Santo Stefano di Camastra e Tusa, si è conclusa con l’accordo che il mandato del Presidente, che ha il ruolo di vigilanza e interlocuzione con ASP e Regione per avere dei servizi sanitari adeguati, durerà solamente un anno.

“Ringrazio per la fiducia i colleghi che mi hanno eletto Presidente Distretto Sanitario D29. A loro va la mia gratitudine e la promessa di lavorare sodo in modo congiunto per il bene della nostra sanità locale e di tutti i cittadini – afferma Tatà Sanzarello. Cosa sostanziale sarà ricercare una maggiore coesione territoriale che ci permetterà di avere un maggiore peso politico, una rappresentanza diretta sui tavoli regionali e su quelli dei vertici ASP, su questioni strettamente inerenti i bisogni e le criticità del nostro Distretto”.

Il distretto ha un potere programmatorio dal punto di vista socio-sanitario e questo, se esercitato in maniera incisiva e con dedizione, potrebbe rappresentare una svolta per una pianificazione più mirata dei servizi alla persona ed assistenziali che, nel territorio come quello in cui insistono i 7 Comuni, hanno bisogno di declinazioni particolari:

  • Programmare, organizzare ed erogare, prestazioni sociosanitarie integrate in favore di persone in stato di bisogno, con problemi di disabilità o di emarginazione che ne condizionano lo stato di salute
  • Mantenere dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali adeguati (con particolare riferimento ad un numero adeguato di medici e sanitari per poter garantire i servizi di tutti i reparti ad oggi presenti)
  • Costituire un’integrazione socio-sanitaria per rispondere ai bisogni specifici delle persone;  ascolto puntuale dei bisogni dei cittadini, delle associazioni del volontariato e degli operatori per avere un confronto proficuo.
  • Elargire contributi economici che prevedono un’attivazione da parte del cittadino sotto forma di partecipazione a tirocini formativi o professionalizzanti, assunzione di impegni per il raggiungimento di determinati obbiettivi.

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