Regionali, Genovese non si arrende: pronto ricorso contro Laccoto
Luigi Genovese non ci sta e annuncia ricorso al TAR contro la decisione dell’Ufficio centrale elettorale, che ha stabilito la conquista del seggio all’Assemblea Regionale Sicilia del sindaco di Brolo Giuseppe Laccoto. L’ex deputato regionale, rimasto fuori per 30 voti, ha deciso di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale con l’assistenza degli avvocati Marcello Scurria e Francesca Andò, del foro di Messina.
“Di fatto ormai è passato un mese dalla giornata elettorale – ha dichiarato in conferenza stampa Genovese –. Ci sono state diverse visioni di questo risultato e si è arrivati a un esito che si accetta ma che anche noi abbiamo analizzato, studiando i verbali e tutto il resto. Per questo abbiamo avuto qualche dubbio. Sicuramente faremo ricorso al Tar vorremmo vederci chiaro su un risultato che ci lascia l’amaro in bocca ma siamo convinti che il dato sia difforme alla realtà. Lo dico – prosegue Genovese – sulla base dell’analisi dei verbali, fatta con una squadra di 30 ragazzi che ringrazio. Quello è un lavoro difficile, perché è diventato impossibili interpretare questi verbali che invece dovrebbero avere dati oggettivi. In ogni caso il mio lavoro continuerà, il mio impegno continuerà ad esserci”.
“Insieme alla collega Andò – aggiunge l’avvocato Marcello Scurria – abbiamo seguito questa questione. L’ufficio centrale è composto da 3 magistrati oltre a un segretario e ai rappresentanti di lista. Da subito abbiamo capito che il risultato elettorale è basato su verbali pieni zeppi di errori. Qui a Messina non abbiamo trovato un ufficio centrale in grado di voler controllare questi documenti. Ci siamo scontrati con un muro di gomma. Abbiamo i verbali di Siracusa dove hanno fatto un lavoro certosino ma perché li si può fare e qui no? Non capisco perché al 26 ottobre non si possa accertare la genuinità del voto. Questa è una questione delicata perché si parla di rappresentanza a livello provinciale e regionale, invece ci hanno preso quasi a pesci in faccia dicendoci di fare ricorso al Tar”.